Come nasce davvero un personaggio

Quando creo un personaggio, in realtà, non esiste un solo modo.


Dipende.


Dipende dal mondo narrativo in cui deve esistere, che sia un mondo che ho costruito io o un universo già esistente.

I personaggi, però, hanno quasi sempre qualcosa in comune:
un carattere, una dinamica interiore,
qualcosa che portano dentro.

Non parlo necessariamente di ferite emotive profonde, ma quasi sempre emerge un punto irrisolto, qualcosa che nel loro passato non è andato come doveva o che si è interrotto lungo il percorso.


Quello che conta di più, per me, è proprio la dinamica del personaggio:
come si muove nella storia,cosa mette in gioco, e soprattutto come può evolvere.
A volte un personaggio nasce per bisogno narrativo.

Serve una figura precisa, con una funzione chiara all’interno della storia.
Altre volte, invece, succede l’opposto.
Ci sono personaggi che sembrano nascere da soli.
Compaiono durante la scrittura, senza grandi aspettative, magari destinati a restare sullo sfondo.

E poi, andando avanti, prendono spazio.
Alcuni di quelli che pensavo non dovessero continuare hanno trovato una direzione propria, fino a infiltrarsi tra i personaggi principali.

È in quei momenti che capisco che un personaggio non è più solo una funzione,
ma è diventato parte viva dell’universo narrativo.

Ed è lì che smetto di decidere tutto io
e inizio davvero a scrivere insieme a loro.

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