Dal worldbuilding all’universebuilding

Non credo che esista un modo giusto o sbagliato di creare storie.


Esistono modi diversi.
C’è chi ama costruire un singolo mondo,
definirne le leggi, la storia, le regole interne.


E lo capisco benissimo, perché anche a me il worldbuilding piace molto.
Ma c’è qualcosa che mi affascina ancora di più.


È il momento in cui non ti limiti a creare un mondo, ma ne crei più di uno,
e poi inizi a farli comunicare tra loro.
Mondi diversi che si parlano, personaggi che si incontrano, storie che non restano chiuse in un solo spazio.

È lì che, per me, non stai più solo facendo worldbuilding.
Stai facendo universebuilding.

In questo periodo mi sto rendendo conto che sto lavorando su entrambi i livelli:
continuo a costruire mondi,
ma allo stesso tempo sto creando le connessioni tra di loro.

Quando fai questo, non stai solo raccontando una storia.
Stai creando un universo che dialoga,
che cresce, che si racconta attraverso punti di vista diversi.

Ed è proprio questo tipo di costruzione
che sento più vicina al modo in cui penso e scrivo oggi.

Il Creatore 📜

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